Protezione del sistema durante la navigazione in rete
Febbraio 2000. Una serie di attacchi informatici ai danni di servizi in rete molto conosciuti (motori di ricerca, siti web pubblici e privati, siti istituzionali e governativi di diversi Paesi) ha attirato l’interesse della stampa e di parte dell’opinione pubblica sui rischi legati alla navigazione su Internet. Ci sono individui che, nascosti nell’ombra della Rete e con un monitor davanti, sembrano avere un interesse particolare per le informazioni conservate nelle banche dati di certi siti web, magari più specificamente per i codici delle carte di credito. Altri preferiscono divertirsi ad ostacolare il traffico in entrata o uscita dei motori di ricerca, qualcuno si limita a modificare i testi dei discorsi ufficiali di questo o quel politico, per non parlare delle periodiche intrusioni nei sistemi dell’agenzia governativa di turno. Puntualmente, i mezzi di informazione tradizionali citano il celebre Wargames e si lasciano andare a commenti apocalittici.
Lasciamo però i media alle
loro chiacchiere e occupiamoci piuttosto di come e in che misura questo tipo di
rischi della navigazione in rete possono riguardarci da vicino. L’argomento è
davvero interessante, ma scendere nei dettagli tecnici non ci aiuterà a capire
quali rischi possiamo correre connettendoci a Internet per la normale
navigazione e come rendere la vita il più possibile difficile a chi pensa
di divertirsi alle nostre spalle. Per chiarire il problema, è però necessario
conoscere almeno il quadro generale.
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Molto semplicemente, tutti i dati in entrata e uscita dal nostro computer quando siamo collegati alla Rete passano attraverso una serie di porte. I diversi servizi di rete hanno a disposizione 65536 indirizzi di porta per funzionare, 1024 dei quali comunemente usati e documentati nel dettaglio (ad esempio: 21 ftp, 23 telnet, 25 smtp, 43 whois, 80 http, 109 pop, 110 pop3, 119 nntp). Può sembrare una banalità, ma dalle stesse porte che lasciano entrare e uscire dati legittimi e necessari per la navigazione, il download di programmi o la lettura della posta, possono avere accesso al nostro sistema, in determinate condizioni, anche comunicazioni poco amichevoli. (Wintricks.com copyright) In questi casi ci troveremmo alle prese con un “attacco”, un tentativo non autorizzato di accedere alle risorse del nostro computer attraverso le sue porte di comunicazione oppure la trasmissione di particolari pacchetti di dati (nuke) in grado di mandare in crash il sistema.
I possibili attacchi vanno dal semplice e relativamente innocuo rilevamento di quali e quante porte aperte ci sono nel nostro sistema (scansione), a scherzi di pessimo gusto come aprire lo sportellino del lettore CD a distanza, fino alla vera e propria intrusione per danneggiare i dati, sottrarre informazioni, o semplicemente costringere la vittima a spegnere un sistema temporaneamente bloccato e inutilizzabile. Ci occuperemo probabilmente in un’altra occasione di alcuni rischi connessi all’uso della posta elettronica e delle modalità di intrusione più raffinate, se troverete l’argomento interessante. Per il momento prenderemo in considerazione le situazioni più comuni che si possono verificare durante una normale connessione alla Rete.
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Per assicurarsi che nessuno cerchi di giocare brutti scherzi durante la connessione, molti installano sul proprio sistema qualcuno dei più diffusi software di monitoraggio, per esempio CheckBo o NetBuster. Il primo, in particolare, si occupa di tenere sotto controllo una serie di porte di comunicazione tipicamente usate da NetBus e Back Orifice, meglio noto come BO. NetBus e Back Orifice sono programmi potenzialmente pericolosi noti con la definizione di trojans.
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La GUI di Back Orifice
Back Orifice è perfettamente legale, può essere facilmente scaricato dalla Rete ed è proposto come un interessante tool per accedere a distanza alle risorse di un altro sistema. L’uso che si può fare di questa possibilità, ovviamente, è immaginabile. BO è costituito da client e server, e quest’ultimo dovrà essere installato sul PC da controllare a distanza perché tutto possa funzionare. NetBus si basa sullo stesso principio e ha funzionalità simili, fra le quali è compresa anche la famigerata possibilità di aprire a distanza lo sportellino del CD sul computer remoto. Ci sono molti modi per contaminare un sistema con il server di Back Orifice o NetBus, e generalmente sono del tutto analoghi alle modalità di contaminazione da virus.

Anti-BO, un tool diagnostico specifico per
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Back Orifice e NetBus
Non si insisterà mai abbastanza sulla necessità di installare un ottimo antivirus, aggiornarlo spesso e di tenere la protezione in background costantemente attiva tutte le volte che si naviga in rete o si installa qualcosa di nuovo. Tutti gli antivirus più noti sono in grado di rilevare le tracce di BO e NetBus e di rimuoverli dal sistema. Naturalmente questi due sono solo un esempio: la Rete è il luogo ideale per i furboni pieni di fantasia che passano il tempo a progettare scherzi degni di essere provati… sul primo PC indifeso che capita.
CheckBo in ascolto…
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Pochi si rendono conto che installare CheckBo, NetBuster o qualcosa di simile può solo dare l’illusione di essere protetti. Purtroppo, si tratta di software di monitoraggio molto limitati, che non offrono in realtà alcuna protezione. Il manuale on-line di CheckBo del resto è assolutamente chiaro: “Il mio scopo principale non è proteggere, ma rintracciare chi ci prova”. Una delle caratteristiche di questa utility, infatti, è proprio la capacità di risalire all’identità dell’aggressore. Vedremo fra poco fino a che punto si tratti di un’indicazione affidabile. Quanto a NetBuster, esistono attacchi pensati espressamente per mandare in crash il sistema sfruttando questo programma, senza contare uno spiacevole dettaglio: per controllare le porte, NetBuster le apre, aumentando di fatto il rischio di intrusione.

NetBus e lo scherzetto del CD…
Quanti continuano a usare CheckBo sostengono che l’utilità del programma sta nell’essere avvisati degli attacchi e nel sapere da chi provengono. La prima funzione è utile, ma insufficiente: sarebbe come sapere che un assassino sta sfondando la vostra porta di casa, e limitarsi a saperlo. La seconda funzione ha un’utilità discutibile, perché nella maggior parte dei casi scoprirete che secondo CheckBo il presunto attacco proveniva da un poveraccio che non ne sapeva niente o addirittura dall’indirizzo di un noto provider (magari proprio il vostro!). E’ appena il caso di sottolineare che il lamer di turno, se dotato di un minimo di esperienza, sarà tranquillamente in grado di sfuggire all’identificazione da parte di CheckBo o utilities simili, facendovi credere che l’attacco è partito dal PC personale di sua santità il Papa…
L’unica difesa reale nei confronti di attacchi provenienti dalla Rete è un firewall. Si tratta di software progettato per funzionare da filtro fra il sistema e l’esterno, controllando tutti i pacchetti di dati in entrata e uscita, monitorando le applicazioni che tentano di accedere alla connessione per trasmettere o ricevere informazioni, nascondendo infine tutte le porte non strettamente necessarie ai servizi di rete attivati in un determinato momento. Un firewall non si limita ad informarvi che c’è un tentativo di intrusione più o meno grave in corso, ma blocca immediatamente la ricezione di pacchetti dati pericolosi, vi fornisce tutte le indicazioni necessarie per identificare l’IP di partenza dell’attacco, protegge le vostre informazioni e l’integrità del sistema. Una sicurezza ben diversa rispetto ad un semplice software di monitoraggio, non credete?
Alcuni dei più noti firewall disponibili per l’utenza consumer sono ConSeal Pc Firewall, BlackIce Defender, ConSeal Private Desktop, Zone Alarm e i prodotti di Internet security rilasciati da Symantec e Aladdin. Vediamoli brevemente:

ConSeal Pc Firewall
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ConSeal Pc Firewall
di Signal 9 è probabilmente il più noto e apprezzato firewall di fascia
professionale. Dotato di un’interfaccia essenziale, leggero (852 Kb su HD, circa
3 Mb di RAM durante l’uso), ma assolutamente poco intuitivo nella
configurazione. Con le impostazioni predefinite è in grado di offrire una
discreta protezione generale, funzionando di default in modalità apprendimento,
per riferire di tutte le anomalie in modo da ricevere istruzioni direttamente
dall’utente. Potente, in grado di proteggere un’intera rete locale, ma
complesso. Disponibile in versione dimostrativa della durata di 15 giorni.

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BlackIce Defender
di Network ICE dispone di un’interfaccia più amichevole, può essere configurato
per filtrare con minore o maggiore severità il traffico in entrata e uscita
attraverso una scala di valori molto intuitiva. Visualizza e valuta
automaticamente la gravità di un attacco su una scala grafica con punteggio da 0
a 100. La documentazione fornita dalla software house è ridottissima. Sul campo,
si è rivelato un guardiano efficace ma eccessivamente sensibile: pensate che per
un mese sono stato ossessionato da un attacco (classificato di livello 79,
quindi indubbiamente grave) proveniente dal misterioso IP 10.10.10.1, che in
seguito ho scoperto essere… il mio stesso provider, che a quanto pare effettuava
discutibili scansioni di routine sulla rete.

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ConSeal Private Desktop
è il prodotto di fascia consumer di Signal 9. L’interfaccia è sensibilmente
più amichevole e la configurazione più semplice, anche se è evidente che i
programmatori si sono sforzati malvolentieri di adattare il fratellone maggiore
Pc Firewall alle esigenze di quanti non possono permettersi di perdere più tempo
dello stretto necessario nella configurazione di un programma. Anche Private
Desktop può essere configurato nel minimo dettaglio e svolge il suo lavoro in
modo del tutto soddisfacente, anche se conserva alcuni aspetti inutilmente
complicati di Pc Firewall.
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Symantec
dispone di un software di protezione, distribuito con il celebre marchio Norton,
che lavora in sinergia con il potente antivirus Norton 2000 e ha lo scopo
dichiarato di bloccare le intrusioni provenienti dalla rete, proteggere il
sistema da virus e trojans, impedire la navigazione su siti web indesiderati
attraverso un sistema di filtri sensibili al contenuto. Non ho avuto modo di
testarlo personalmente e quindi non ne conosco le caratteristiche.
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Aladdin invece ha reso disponibile recentemente un proprio software di protezione, che si distingue in negativo da quelli citati finora (Norton escluso) per la notevole dimensione dello zippone scaricabile dal sito Internet (circa 10 Mb) e la sconcertante approssimazione del prodotto: pesante, interfaccia grafica scadente, configurazione complessa e livello di protezione poco chiaro, come poco chiara è la documentazione allegata e ridondante il numero di finestre, finestrelle, menu, sottomenu e icone raggiungibili nel programma, che si è rivelato come il più invasivo fra quelli presi in considerazione. Sono rimasto talmente impressionato da questo sfoggio di qualità che non ricordo più neanche il nome. Se credete, fate visita al sito web di Aladdin per toccare con mano.
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I firewall brevemente proposti qui sopra, ad eccezione del software Norton che non conosco e dell’infelice (a mio parere) parto di Aladdin, rappresentano tutti un efficace sistema per sostituire le fragili porte degli OS Windows con una massiccia porta blindata. Di questi, quello che mi sento di suggerirvi per efficacia, semplicità e per il costo zero è Zone Alarm, che potrete scaricare liberamente nella versione aggiornata da www.zonealarm.com in qualsiasi momento.
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Se l’argomento è di vostro interesse, in uno o più prossimi articoli ci occuperemo nel dettaglio dei diversi tipi di intrusione e delle tecniche di difesa. Analizzeremo in modo più approfondito anche come configurare correttamente i firewall che vi ho citato in questa pagina, e vedremo insieme come certe applicazioni apparentemente innocue (ad esempio, ICQ e mIRC) possano inconsapevolmente stendere il tappeto rosso agli intrusi.